Vai al contenuto
  • Il Club
  • Polvere di Stelle
    • Anni Cinquanta
    • Anni Sessanta
    • Anni Settanta
    • Serie B
    • Serie A
  • Marr 25
  • Instagram
  • Video
Basket Club Pantera Blu 2.0Basket Club Pantera Blu 2.0
Basket Club Pantera Blu 2.0Basket Club Pantera Blu 2.0
  • Il Club
  • Polvere di Stelle
    • Anni Cinquanta
    • Anni Sessanta
    • Anni Settanta
    • Serie B
    • Serie A
  • Marr 25
  • Instagram
  • Video

È suonata la sveglia

Home panoramaÈ suonata la sveglia
È suonata la sveglia

È suonata la sveglia

Pubblicato da panorama

Ero andato alla redazione di Panorama per consegnare il testo della prossima pubblicità per l’Embassy; il direttore, Franco Simonetti, mi ha fermato e: “Mi manca un articolo sull’ultima partita di basket della Sacramora. Tu che un po’ te ne intendi, mi scriveresti due righe?” Non ho saputo dire di no; mi ha fatto accomodare davanti ad una scrivania e a una macchina da scrivere. Cosi è cominciata. Alla terza giornata di campionato la Sacramora ha 2 punti in classifica, guadagnati in quel di Fabriano. Questo è l’organico della squadra: play Procaccini guardie Cecchini, Riva, Paci, ali Mossali, Terenzi, Del Monte, Wally Rank, centri Collins e Vecchiato, allenatore Faina. Siamo reduci da una sconfitta, a Livorno contro l’Oece, 78 a 68.


E così il sogno è durato poco. I vincitori di Fabriano, salutati al pari dei reduci dal blitz di Kampala, si sono svegliati cadendo dal letto dopo un incubo dove i volti di Tombolato e Grocho dovevano apparire, nei fumi post-onirici del mattino, ghigni demoniaci.

La vittoria sull’Honky Fabriano ci aveva mostrato una squadra capace di veementi reazioni, ben equilibrata ove Procaccini, gran maestro di cerimonie, aveva orchestrato da par suo (non per niente studia violino al Conservatorio) anche nei frangenti più delicati e tutti si erano espressi su livelli di gioco e soprattutto su percentuali di tiro notevoli. Forse occorrerebbe considerare che la squadra di Bucci, pur se indicata alla vigilia fra le favorite del torneo, si è notevolmente indebolita rispetto a l’anno scorso: se infatti la coppia dietro Lasi-Tassi può valere quella formata da Casanova e Giumbini partiti per altri lidi, il nuovo arrivato Magro, giovine di belle speranze proveniente dalla Superga, non vale sicuramente Paleari e Gelsomini, che garantivano all’Honky più peso sotto le plance e più punti. Alla luce di queste considerazioni, vista poi la brutta partita di Beal, il calo notevole di Crow nella ripresa (certo, Rank lo ha ben marcato, ma quattro tiri tentati sono pochi), e la partita incolore di Sonaglia che nelle precedenti occasioni era stato sempre il nostro carnefice, la vittoria di Fabriano non avrebbe dovuto alimentare ottimismi eccessivi.

Il fatto è che la nostra squadra si esprime meglio quando può giocare basket in arrembaggio (viste anche le abbondanti trasfusioni di sangue pesarese), giovandosi al meglio degli estri di “Bora Bora” Rank e di un centro agile e veloce come Collins. Questo purtroppo doveva averlo intuito anche Giancarlo Primo, coach della Rapident, gran vate della difesa fin dai primi anni della sua esperienza azzurra, che impostava la gara su un gioco molto controllato. Ma veniamo alla partita: esordisce dunque la Sacramora, elegantissima nella nuova divisa boutique, di fronte ad un pubblico abbastanza numeroso, soliti cori sulle gradinate, sparuta rappresentanza labronica. Al quintetto-base riminese (Procaccini, Riva, Vecchiato, Rank, Collins) si oppongono rispettivamente Diana, Bianchi, Tombolato, Meister. I primi tiri per la Sacramora sono per Riva che purtroppo non è lo stesso di Fabriano dove, con un 6 su 6 iniziale aveva gelato le velleità dei padroni di casa ponendo cosi le premesse per la vittoria finale. Dall’altra parte anche Grocho pare avere le polveri bagnate cosicché il punteggio rimane piuttosto basso. La Rapident difende piuttosto ordinatamente, preoccupandosi di contenere al massimo le penetrazioni dei nostri che, del resto, da fuori (escluso Riva che però non ci prende) non ci pensano nemmeno di tirare; in attacco, con Diana abile a far girare la palla, manovra al limite dei 20- 25 secondi costringendo i nostri ad un duro lavoro in difesa, cercando poi il tiro da fuori di Grocho o i tagli di Meister e Tombolato mentre Bianchi pare latitare in questo inizio di partita. I duelli sotto le plance appaiono piuttosto equilibrati anche se Vecchiato soffre la mobilità di un puntiglioso Tombolato, mentre Collins, seppur indisposto, combatte alla pari col roccioso Meister. Ed è proprio Tombolato che porta avanti i suoi con tre azioni consecutive da tre punti (cesto più personale) caricando anche i nostri lunghi di falli. Risponde per la Sacramora l’impavido Procaccini (5 su 5 da sotto) con entrate suicide contro la difesa schierata, mentre Vecchiato e Collins arraffano punti da sotto.

Intanto l’arbitraggio piuttosto fiscale di Zanon e Bollettini costringe il sempre imperturbabile Primo ai primi cambi: escono Meister per Brogi, un diciannovenne di due metri, e Diana per Della Valle, play mancino di 1,96, mentre Faina fa uscire Riva per Del Monte. Non riesce ad approfittare del momento favorevole la Sacramora anche perché si sveglia Bianchi con tre centri dagli 8 metri, mentre Della Valle, che pure non sa palleggiare, serve tre assist a Tombolato e Grocho. Dopo aver cercato a lungo improbabili penetrazioni, anche Rank si decide a tirare da fuori e centra due volte; poi si fa pescare in fallo di sfondamento e viene avvicendato da Terenzi mentre ancora Bianchi sostiene i suoi. Tenta anche Del Monte, ma le sue “bombe” colpiscono il ferro, punti preziosi ci arrivano da Collins e dal Cav. Vecchiato, che strapazza un po’ il giovane Brogi. Ma è ancora la. Rapident che mena la danza, al punto che, uscito anche Grocho per il terzo fallo, con un quintetto made in Italy, termina il primo tempo in vantaggio per 43 a 35.

Sugli spalti si intrecciano sguardi un poco attoniti, ma la fede è grande: sotto di me un tizio confida al vicino sussurrandogli all’orecchio: “Adesso si scatena il polinesiano” con l’aria di uno che quel film l’ha già visto. Poi se ne vanno per l’intervallo sigaretta.

Negli spogliatoi Faina deve aver capito che cosi non si può andare avanti e fa entrare nel quintetto iniziale il kamikaze Cecchini nel tentativo di cambiare ritmo e scompaginare i piani di Primo detto il temporeggiatore. Ma è Diana, che baciato dalla Madonna durante l’intervallo, con un 5 su 5 dalla lunga porta avanti la Rapident di 14 lunghezze. Si ribella Cecchini che, coltello fra i denti, penetra più volte nel vivo della difesa labronica, incurante del fuoco nemico (10 punti in un amen) e ben spalleggiato da Rank che schiaccia e Collins, riporta sotto la Sacramora (62 a 64 all’undicesimo). Si scalda il pubblico (pareva di essere a Wimbledon, quello dei bei tempi, fino a quel momento); in centrale, due spettatori, riminesi, se le danno di santa ragione, gela tutti Rank che, dopo aver tentato di stoppare un tiro, poi convalidato, del solito Diana, trova modo di beccare un fallo tecnico che lo manda definitivamente in panchina (si scuserà dicendo che fra i “pro” il tecnico non viene conteggiato come fallo, ma qualcuno doveva spiegarglielo prima). Entra a quel punto anche l’ineffabile Mossali che si mette subito sulle piste di Grocho, mentre esce per falli il miracolato Diana, baciato da Primo (smorfie di disgusto di Diana, la Madonna era un’altra cosa). Ci si attende un finale convulso, ma alcune palle gettate al vento dai nostri ci bloccano; poi, “ghe pensi mi” Grocho mette tutti a tacere con 10 punti negli ultimissimi minuti fino a fissare il punteggio sull’82 a 75 per i toscani.

E’ finita, tutti a casa. Quello che il film l’aveva già visto ha l’aria del carabiniere che lui pure il film l’aveva già visto ma “il cavallo nero stasera mi pareva in forma”. Se ne va anche l’arbitro Zanon (ricusato dalla Scavolini lo scorso anno) che, dopo aver raccolto le ultime monetine, con la seguente motivazione “meritavamo qualcosa di più, almeno banconote!”, fa comminare alla squadra di casa unmilionequattrocentomila lire di multa.

Che dire della partita? Resta il rammarico, soprattutto dopo la bella prova di Fabriano, di aver perso in malo modo contro una squadra che pratica un gioco pulito ed attento, ma che può contare su un bel quintetto base e su un solo cambio degno della A2. Dei singoli, fra gli ospiti, detto del miracolato Diana, del teutonico Meister, del sempre positivo Grochowalski, del non più coniglio Bianchi, ci piace sottolineare la prova di Tombolato. Questo veneto dalla faccia triste e dal nome maleaugurante, detto anche il Bill Walton dei poveri, stanco di vincere scudetti e coppe in quel di Cantù da comprimario, aveva chiesto alla Squibb di poter emigrare in cerca di una dimensione più vera: ci pare l’abbia trovata e degnamente alla corte di Primo, dalla critica accusato spesso di immobilismo, ergendosi finalmente a protagonista, ahi noi, anche qui a Rimini, al punto che non esiterei ad assegnargli la palma di migliore in campo.

Dei nostri, salvati Paganini-Procaccini per l’impegno, Vecchiato per la continuità Collins gran signore del parquet che ha affrontato con coraggio l’impegno benché fortemente indisposto tanto da venir subito ricoverato dopo l’incontro e Cecchini per la spinta che ha saputo dare, occorre dire che non siamo mai esistiti come squadra. Terenzi ha dimostrato che, adoperato a singhiozzo, non può rendere (come succedeva anche a Pesaro); son mancate nel tiro le guardie e Rank deve trovare un’identità sul campo. Non che manchi di personalità; il fatto è che, per sue caratteristiche tecniche, è sempre costretto ad inventare qualcosa e questo è possibile quando il gioco riesce a svolgersi in velocità. Forse, adoperato come guardia (anche per questo è stato scelto), potrebbe trovare spazi maggiori che non da ala. Speriamo comunque che Faina sappia far reagire i suoi uomini e a  cancellare così il ricordo di questa brutta partita, chè i prossimi incontri (l’Oece di Lombardi non regala niente a nessuno ed il Cidneo Brescia è squadra tosta) si presentano piuttosto impegnativi in un campionato quanto mai equilibrato e difficile.


Quando gli ho consegnato il “pezzo”, Franco Simonetti , dopo un rapido sguardo, : “Ti avevo chiesto due righe, tuttavia… ” e mi ha proposto un rapporto continuativo, remunerato. Ho accettato, comunque deciso a non prendermi troppo sul serio, me e il basket.


9 Ottobre 1981

Tag: 1981bealbollettinibresciabrogibucci [alberto]casanovacecchinicollinscrowdel montedella vallefabrianofainagiumbinigrocholassilivornolombardimagromeistermestremossalipacipaleariprimoprocaccinirankriva [bruno]simonettisonagliatassiterenzi [roberto]tombolatovecchiatozanon

Potrebbe interessarti anche

Cala la tela

Cala la tela

Cala definitivamente la tela sul campionato della Marr di fronte[...]

Felicità è batter la Yoga

Felicità è batter la Yoga

“L’uomo – diceva Brecht – ha una grande fortuna: che[...]

Che settimana, ragazzi!

Che settimana, ragazzi!

Si è conclusa trionfalmente la “settimana della Marr”. Le celebrazioni[...]

Lascia un commento

Commenta questo articolo!
Annulla risposta

Cerca nel sito

Argomenti

Tags più frequenti

"sfoghi in libertà"19651971197219811982198419851986198719892003abernathyagnellialbertazzialesiniallenanchisiangeli [adriano]angeli [alessandro]arbitriarcangeliarchibaldarcideascoliastiattruiabantombarberobargnabarivierabastidabattistibealbellamybellonebenattibenvenutibertolottibeshore

Per contattarci

Attualmente non siamo online: mandateci un messaggio e vi risponderemo il prima possibile!

Hai materiale riguardante la storia del Basket Rimini da condividere? Scrivici!

Per informazioni:

  • Rimini Sparita APS
  • via Battarra, 19 Rimini
  • info@panterablu.it
  • https://riminisparita.info

Follow us!

Privacy Policy | Cookie Policy

Seguici su Facebook!

© 2016 - 2026, tutti i diritti riservati. Photo © Archivi privati

Prec Succ